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UNA SINISTRA UNITA CONTRO LA CRISI DELLA POLITICA

Un "cantiere" della Sinistra che pensa, discute, opera insieme è la risposta alla voglia di unità e partecipazione di cittadine e cittadini. Le forze di Sinistra di Padova che danno vita a questo forte progetto politico si impegnano ad unirsi prima di tutto sui contenuti, senza negare le identità di ciascuno, senza farle diventare un freno. Ad una politica impegnata troppo spesso nella definizione a tavolino delle alleanze e dei contenitori, in crisi perché non vive di processi democratici e respinge la partecipazione come fosse un fastidio, contrapponiamo una speranza, perché la politica è spazio di speranza, di lucida utopia, di capacità di cambiamento. Affrontare le sfide della contemporaneità richiede grande capacità di comprendere i bisogni che provengono dal territorio, ricollocando al centro dell'attenzione le persone: donne, uomini, bambine/i, anziane/i, immigrate/i. Oggi è più che mai urgente mettere in campo tutte le risorse e le capacità di intervento sulla città, come luogo fisico e sociale del confronto per risolvere i problemi della città, migliorare le condizioni di vita e di lavoro, aggiungere qualità all'economia, non pensare al territorio come riserva di caccia per la speculazione edilizia, considerare la cultura come collante civile, fornire risposte per il futuro ai troppi giovani che non hanno alcuna certezza. Riproporre il valore del lavoro, non solo in un'ottica di pura rivalutazione economica, ma della centralità del suo valore sociale e umano in rapporto di pari dignità con quello d'impresa. Il nostro impegno va nella direzione di garantire pari dignità alle diverse componenti sociali, garantire la presenza di metà uomini e metà donne nei luoghi di decisione, promuovere i diritti sociali e civili e la laicità delle Istituzioni. Lavoreremo con tutte e tutti coloro che – partiti, associazioni, gruppi, singoli – vorranno intraprendere con noi un percorso caratterizzato dalla ricerca di nuove modalità di relazione politica, che implichi pari dignità, attenzione, rispetto, ripudio della sopraffazione e della violenza. Vogliamo costruire insieme le proposte che la Sinistra fa alla nostra città a partire da questi temi:
Lavoro: trasformazioni economiche e culturali (ideologia e realtà delle piccolissime imprese), il lavoro migrante, lavoratori immigrati e fuga delle competenze, la sicurezza nel lavoro, la precarietà, i lavori delle donne, il lavoro nel pubblico come bene comune.
Ambiente: scelte urbanistiche, infrastrutture e idea di sviluppo, politiche della casa e uso del patrimonio immobiliare, inquinamento, rifiuti e risparmio energetico, politiche della mobilità.
Relazioni nella città e legalità: i nuovi emarginati, il rispetto della legalità, l'interazione tra generazioni e l'attenzione ai bisogni dei giovani, le dipendenze: marginalità e modelli sociali.
Cultura e formazione: studenti e città, i luoghi della cultura e la loro relazione, grandi eventi o produzione di cultura, confronto e apertura alle altre culture.
Laicità e diritti: difesa e promozione del principio di laicità nelle scelte e nelle politiche dell'amministrazione, i nuovi diritti civili e politici, politiche antidiscriminatorie: dalla tolleranza all'inclusione; la pace come orizzonte dei diritti.
Salute e sua organizzazione sul territorio: nuovo ospedale o nuova idea di salute?

PER ADERIRE AL PROGETTO E PARTECIPARE AI GRUPPI DI LAVORO CONTATTARE: Alessandro Zan (Sinistra Laica) 3491442959; Paolo Wieczorek (Sinistra Democratica) 3386618149; Francesca Andreose (PdCI) 3381493866; Giorgio Sacchetto (PRC) 3337115869; Gianni Ballestrin (Sinistra Europea) 3492148044; oppure scrivere a: cantieresinistra@yahoogroups.com

Circolo della Sinistra Europea, PdCI, PRC, Sinistra Democratica, Sinistra Laica

Padova -
Ottobre 2007


 

Diario |
 
Diario
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21 novembre 2007

il Cantiere [Giuliana Beltrame e Paolo Michelini (Prc), Alessandro Zan (Sinistra laica), Francesca Andreose (Pdci), Paolo Wieczorek (Sinistra Democratica) e Gianni Tamino (Sinistra Europea)] si confronta col sindaco Zanonato e la Giunta

Abbiamo individuato cinque settori su cui incentrare le nostre proposte:

 

1) Servizi e sicurezza nella città

No a politiche discriminatorie come quella relativa all’ordinanza sui phone center. Noi indichiamo come priorità la mediazione sociale per le situazioni di conflitto (prostitute, conflitti di vicinato ecc), cioè prima intervenire sulle cause e le situazioni di degrado e marginalità e quindi intervenire con l’azione repressiva per eliminare il radicamento della criminalità in città. Le modalità di intervento sperimentate su via Anelli (mediazione e accompagnamento sociale), che hanno garantito risultati eccellenti, devono essere applicate in tutte le situazioni o zone di crisi. Nel programma c’era la formazione per tutto il personale esposto alla gestione di situazioni difficili (vigili urbani, sociale ecc) per la risoluzione non violenta dei conflitti. Fondamentale un’azione coordinata delle azioni relative a sociale ed immigrazione con un controllo dell’efficacia reale degli interventi e soprattutto delle condizioni di lavoro degli operatori nelle strutture (associazioni, cooperative, onlus) a cui vengono assegnati gli interventi.

Operativamente vuol dire prima di tutto dare attenzione a chi presenta le maggiori fragilità dal punto di vista economico e sociale e cioè i nuovi poveri, le/gli anziani, le/gli immigrati rispondendo alle necessità primarie che possono essere così sintetizzate:

 

a) per gli anziani garantire servizi di prossimità e un recupero delle relazioni nel quartiere e quindi di autonomia e “sicurezza”;

b) per i nuovi poveri (nativi o immigrati) va attivata una rete di scambio che consenta, a fronte della garanzia del soddisfacimento dei bisogni di base (cibo, tetto, salute) il coinvolgimento di queste persone in servizi che mettono a disposizione della collettività, soprattutto nei quartieri o a vantaggio di altri soggetti deboli (es.anziani); interventi immediati di sistemazione dell’asilo notturno ecc. e reperimento di nuove sedi di ospitalità per chi non ha dimora;

c) avviare un progetto a vasta scala, gestito con la Commissione di rappresentanza delle cittadine e dei cittadini stranieri, di alfabetizzazione alla lingua italiana e alle regole da svolgersi nei quartieri;

d) potenziare la presenza dei facilitatori culturali nei quartieri estendendone la presenza sia in termini numerici che territoriali;

e) prevedere forme di risarcimento sociale (sostegno psicologico e attivazione di un “pronto intervento sociale”) per chi ha subito aggressioni o violenza.

 

2) Ambiente

Uno dei problemi su cui è necessario assumere con decisione una scelta strategica riguarda la scadenza della convenzione con Acegas relativa ai rifiuti e quindi se scegliere il potenziamento dell’inceneritore o il potenziamento della raccolta differenziata e la diminuzione della produzione di rifiuti.

A nostro avviso è necessario pensare ad uno sforzo massiccio in termini di bilancio per potenziare sia le politiche di diminuzione della produzione di rifiuti che soprattutto la raccolta differenziata con metodi che ne consentano la maggior efficacia, come fatto in altri comuni della nostra regione. Va avviato un progetto pilota, a partire da 1 o 2 quartieri (includendo ovviamente il quartiere 3 dove insiste l’inceneritore) per la verifica di queste “buone pratiche”, con l’obiettivo di portare nel giro di un anno la raccolta differenziata almeno al 60% e individuando i canali di riuso più efficaci.

 

3) Urbanistica

Ci sono state molte occasioni mancate ma riteniamo che su alcuni punti sia decisivo effettuare scelte non ambigue e che indichino con chiarezza la priorità che questa amministrazione assegna all’interesse generale sui pur legittimi interessi privati. Tra i tanti ambiti possibili individuiamo i seguenti:

 

a) in tutte le aree perequate è l’Amministrazione che presenta il piano guida relativo al verde, a cui i privati devono adeguarsi, visto il preminente interesse pubblico;

b) attivare gli strumenti che consentono la compensazione edilizia, anticipando quanto previsto dal PAT con particolare attenzione alla possibilità di realizzare effettivamente i parchi previsti;

c) attivare immediatamente la pubblicizzazione dei risultati dei laboratori di quartiere sul PAT e di quanto emerso da Agenda 21, costruendo un confronto attivo con la cittadinanza sulle fasi finali del PAT.

Che fine ha fatto la città metropolitana (grande obiettivo del programma) e quali sono le scelte che si prefigurano per il PATI?

d) approvazione di un regolamento energetico che si integri con quello edilizio modificandolo in modo da rendere l’intera materia rispondente agli standard più avanzati presenti in altre regolamentazioni comunali;

e) avvio di un processo di coinvolgimento della popolazione dell’Arcella, dopo il significativo esempio di democrazia dal basso che ha rappresentato il referendum su Piazza Azzurri d’Italia, sulla destinazione dell’area sempre a partire dalla centralità dell’interesse collettivo.

 

4) Casa

Una situazione che diventerà sempre più drammatica e che coinvolge un numero sempre maggiore di persone e famiglie è legata al problema della casa. Vanno attuate scelte di bilancio che prevedano:

 

a) un aumento considerevole degli stanziamenti per l’acquisizione e utilizzo di un numero consistente di nuove abitazioni pubbliche da utilizzare per l’ERP e per dotare la città di un numero di case pubbliche che si avvicini allo standard di altri paesi europei, avvalendosi anche dei fondi messi a disposizione dallo Stato (si spera);

b) fondi adeguati per la ristrutturazione delle case ERP;

c) stanziamenti per un fondo (svincolato da specifiche entrate) per l’aiuto all’affitto e per affrontare le morosità relative a “casa buona”.

 

5) Cultura e partecipazione

Altra grande “desaparecida” soprattutto se si fa riferimento alla qualità della vita nei quartieri. La proposta è di partire da quelli che nel programma erano definiti i centri civici di quartiere per attuare quelle politiche di ricostruzione del tessuto sociale nelle periferie che passa necessariamente dalla individuazione e valorizzazione di punti di riferimento per tutte/i coloro che vivono nel quartiere. Le biblioteche di quartiere devono diventare il centro culturale di riferimento ma necessitano di investimenti significativi sia in strutture che in funzioni. Possono diventare i naturali centri interculturali, dove ai servizi (riviste italiane e in lingua straniera, corsi di italiano e lingua straniera, accesso a internet, scuola di educazione civica ecc) si affiancano attività culturali e ricreative e in cui si possono collocare anche appuntamenti significativi per l’intera città.

Una menzione particolare meritano Ex tribunale ed ex macello di via Cornaro. Due grandi giacimenti culturali, la cui presenza doveva sviluppare e far crescere il dibattito culturale di questa città: di uno non si sa né che cosa sarà, né come funzionerà; dell’altro proprio nulla!

Urban center per discutere i grandi progetti di trasformazione del territorio e del “paesaggio sociale” urbano.

Istituzione di una Consulta della partecipazione con potere deliberante.




permalink | inviato da conques il 21/11/2007 alle 0:23 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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